Novità fiscali 2017/18

1. Restrizione della detrazione di compensi derivanti da licenze

Quale reazione alla pubblicazione dei cosiddetti “Panama Papers“ nella primavera del 2016, a metà del 2017, il legislatore ha introdotto il cosiddetto limite per le licenze con l’art. 4j  EStG che si applica per la prima volta alle spese sostenute dopo il 31 dicembre 2017. Esso riguarda spese per la concessione di utilizzo limitata nel tempo di beni immateriali tra aziende collegate. A partire dal 2018 tali spese possono essere detratte solo limitatamente, quando:

  • la persona oggetto di concessione è vicina al contribuente, ovvero nel caso in cui sussista un rapporto di partecipazione diretto o indiretto pari almeno al 25 % (possibile in entrambi le direzioni) e
  • i ricavi del debitore derivanti dalla concessione di licenza presso lo stesso siano soggetti ad una regolamentazione cosiddetta preferenziale, ovvero ad una tassazione diversa da quella standard, con tassazione degli ricavi inferiore e pari a meno del 25 %.

Vista l’esigenza di una tassazione privilegiata per i ricavi da licenza, la regolamentazione di fatto riguarda solo pagamenti per licenze di tipo transfrontaliero. Una regolamentazione preferenziale tuttavia sussiste solo quando la tassazione inferiore al 25%  sia da ricondurre ad un trattamento speciale dei ricavi derivanti dalla concessione di diritti. Ove nello Stato di residenza del destinatario in generale si applichi un’aliquota sui rendimenti inferiore al 25%, non sussiste alcuna regolamentazione preferenziale dannosa.

Anche ove sussistano i presupposti per una regolamentazione preferenziale, il limite per le licenze non si applica nel caso in cui la società straniera effettui prevalentemente prestazioni nell’ambito di ricerca e sviluppo (cosiddette spese qualificate), ovvero nel caso in cui la stessa abbia sviluppato il diritto concesso (cosiddetto approccio del nesso - Nexus).

Il principio prevede che più è bassa la tassazione preferenziale all'estero, maggiore è la restrizione della detrazione in Germania. In caso di totale esenzione fiscale dei ricavi derivanti da licenza, le spese sono totalmente non detraibili.

Si raccomanda di verificare tempestivamente contratti di licenza con aziende estere collegate per poter eventualmente reagire in modo opportuno. Tra l’altro è possibile prendere in considerazione un trasferimento della divisione di ricerca e sviluppo nei Paesi corrispondenti oppure valutare la concessione d’uso da parte di aziende in Paesi il cui livello fiscale risulta generalmente basso.

Avviso: in caso di compensi transfrontalieri derivanti da licenze, si deve osservare, anche al di fuori delle aziende collegate, quanto previsto dall’art. 50a EStG. Secondo quest’ultimo, il debitore nazionale del compenso è tenuto a detrarre un'imposta alla fonte pari al 15% (più supplemento di solidarietà), qualora al momento del pagamento non sussista alcuna certificazione di esenzione del debitore straniero del compenso. In realtà si tratta in definitiva di una tassa della parte contrattuale straniera (simile alla tassa sul rendimento di capitale e all'imposta sugli stipendi). Tuttavia il debitore nazionale del compenso risponde in caso di imposta alla fonte non regolarmente versata, per cui in ogni caso si raccomanda di richiedere in tempo una certificazione di esenzione o di provvedere ad una detrazione dell’imposta alla fonte.


2. Ammortamento in paniere e immediato

Per beni mobili autonomamente ammortizzabili, entro precisi limiti di importo esiste la possibilità di ricorrere, al posto dell’ammortamento sulla durata di utilizzo abituale, all'ammortamento in paniere o immediato. Tali limiti di importo vengono da ora in poi aumentati solo per acquisti a partire dal 1° gennaio 2018.

L’ammortamento immediato è quindi possibile per beni economici con costi di acquisto e produzione fino a 800 EUR netti (fino ad ora: EUR 410). Ove non sussista alcun diritto al credito IVA, il limite aumenta rispettivamente dell’importo pari all'IVA da applicare, ovvero in caso di applicazione dell’aliquota standard del 19 %, sale a EUR 952.

Nell’ambito delle entrate aziendali, al posto dell’ammortamento immediato, è possibile ricorrere al cosiddetto ammortamento in paniere. Secondo quest’ultimo, le immobilizzazioni esistenti con costi di acquisto e produzione pari a oltre EUR 150 e fino a EUR 1000 (nette)  vengono inserite in una voce di bilancio riassuntiva, da ammortizzare forfettariamente su un periodo di 5 anni. Per acquisti a partire dal 1° gennaio 2018, il limite minimo viene aumentato dagli attuali EUR 150 a EUR 250 (nette), ovvero tutti gli acquisti fino a EUR 250 devono essere iscritti come spesa e non come immobilizzazione. In tal modo decade anche l'obbligo di inserirli nell’inventario. I limiti aumentano rispettivamente per l’importo pari all’IVA prevista per legge, qualora non possa essere rivendicata alcun credito IVA, ovvero in caso di applicazione dell’aliquota standard del 19 %.

In linea di massima, il diritto di scelta tra ammortamento immediato e in paniere deve essere uniforme, tuttavia può essere esercitato nuovamente per ogni anno. Benché non esistono disposizioni corrispondenti dal punto di vista del diritto commerciale, tali regolamentazioni possono essere applicate nel bilancio civilistico secondo il consenso generale analogamente alle disposizioni in materia fiscale. Questo vale anche per gli adeguamenti in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.

Avviso: Considerato l’innalzamento dei limiti dell’ammortamento immediato a EUR 800 e per l’ammortamento in paniere a EUR 250, occorre valutare il fatto di effettuare l’acquisto di beni economici con costi di acquisto opportunamente ridotti non prima del 2018.


3. Controlli di cassa non annunciati a partire dal 1° gennaio 2018

Con la legge sulla protezione da manipolazioni di registrazioni digitali di base, a partire dal 1° gennaio 2018 è stato introdotto il controllo di cassa. L’art. 146b AO  prevede d’ora in poi che per il controllo della regolarità delle registrazioni e della contabilità di introiti di cassa e spese di cassa, le autorità finanziarie, senza preavviso e al di là di un controllo esterno, possano effettuare un controllo di cassa successivo. Un controllo di cassa successivo è consentito solo durante gli orari di esercizio e di lavoro, inoltre è possibile accedere ai locali abitativi contro la volontà del contribuente solo al fine di prevenire pericoli urgenti per la sicurezza e l’ordine pubblico.

Tale controllo di casa non è un controllo di esercizio originario, ma una procedura autonoma.  Tuttavia, si può passare da un controllo di cassa successivo, senza ulteriore ordinanza di controllo, ad un controllo esterno.  

Al funzionario addetto al controllo si devono presentare, su richiesta, registrazioni, libri contabili e altra documentazione dell’organizzazione rilevante per la gestione di cassa e relativa ai fatti e ai periodi soggetti a controllo successivo di cassa. Qualora tali registrazioni e libri contabili risultino in formato elettronico, il funzionario ha diritto a prenderne visione.

Avviso: Al massimo a partire dal 2018 dovrebbe inoltre sussistere una capacità di riscontro di cassa. Nell’ambito della contabilità in corso si dovrebbe verificare già che le registrazioni di cassa siano state e vengano effettuate in modo formalmente corretto. È molto probabile che in caso di controlli successivi di cassa vengano controllati anche i mesi precedenti del 2017. Nell’ambito dell’obbligo di cooperazione, si devono presentare, tra gli altri, certificato, descrizione del sistema e istruzioni per l’uso del sistema di cassa utilizzato.

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